Come inquilino/a, posso costruire un impianto fotovoltaico?

Produrre autonomamente energia solare
Ad esempio, con un impianto fotovoltaico Plug&Play, noto anche come impianto o centrale elettrica sul balcone, gli inquilini o inquiline possono produrre energia solare sul proprio balcone di casa. Questi impianti pronti per il collegamento sono costituiti da uno o più moduli fotovoltaici, un microinverter, una protezione contro i sovraccarichi e un interruttore differenziale.
L’impianto sul balcone viene collegato tramite una spina elettrica a una normale presa a muro nell’appartamento, in modo simile a un elettrodomestico. In questo modo l’elettricità viene immessa direttamente nel circuito elettrico dell’abitazione e alimenta apparecchi come frigoriferi, modem o caricabatterie che si trovano nello stesso circuito elettrico. L’elettricità inutilizzata viene reimmessa nella rete elettrica generale attraverso il contatore. In Svizzera questi impianti sono consentiti fino a una potenza di 600 watt e sono disponibili presso i rivenditori specializzati.
Attenzione: chi vende un impianto di questo tipo è tenuto a rilasciare una cosiddetta dichiarazione di conformità, che va esibita in caso di controllo. Inoltre, prima della messa in funzione bisogna informare il proprio gestore di rete elettrica in merito all’installazione prevista, anche se non occorre un’autorizzazione. È però necessario ottenere il consenso del locatore o locatrice, per cui vale la pena contattare l’amministrazione dell’immobile prima dell’acquisto.
Acquistare energia solare
Oltre a un impianto Plug&Play, gli inquilini o inquiline hanno anche altre possibilità per sfruttare l’energia solare. Le centrali e le società elettriche offrono generalmente prodotti elettrici rinnovabili che consentono di coprire il proprio fabbisogno di elettricità con una quota di energia solare che, a seconda dell’offerta individuale, può arrivare fino al 100 per cento.
Sottoscrivendo le quote è possibile inoltre diventare membri di una cooperativa solare. Tali cooperative costruiscono, gestiscono e finanziano impianti solari e commercializzano l’energia solare o il plusvalore ecologico sotto forma di garanzie di origine. Le associazioni solari hanno una struttura simile a quella delle cooperative solari. I soci o socie, tuttavia, non acquistano quote come nel caso delle cooperative solari, ma versano una quota associativa annua.
Raggruppamento ai fini del consumo proprio (RCP)
In un RCP, i proprietari o proprietarie e gli inquilini o inquiline di un edificio stipulano un accordo per utilizzare insieme l’elettricità solare prodotta dal tetto di casa (cfr. «Sfruttamento comune dell’elettricità dell’impianto fotovoltaico»). Il locatore o locatrice gestisce l’impianto fotovoltaico, vende l’elettricità agli inquilini o inquiline e la fattura internamente. L’elettricità in eccesso viene immessa in rete e quella mancante viene acquistata come di consueto dal fornitore di energia regionale. Altre possibilità di utilizzo comune dell’energia solare sono offerte dal raggruppamento virtuale ai fini del consumo proprio (RCP virtuale) oppure, dal 2026, dalle cosiddette comunità locali di energia elettrica (CLE).
Tutte le forme di condivisione dell’energia solare offrono benefici anche agli inquilini o inquiline, soprattutto grazie all’abolizione dei canoni di rete, che consente di proporre tariffe elettriche più vantaggiose. Tuttavia, sia l’RCP virtuale che la CLE rimangono facoltative per gli inquilini o inquiline. La partecipazione a un RCP esistente è obbligatoria solo se prevista in un nuovo contratto di locazione. Ma anche in questo caso vale la regola secondo la quale il prezzo dell’elettricità fornita deve essere inferiore al prodotto standard del gestore di rete locale e il rendimento massimo ammesso è soggetto a limitazioni.